Come si fa il vino? Scopri tutti i processi di produzione del vino siciliano

Come si fa il vino? Scopri tutti i processi di produzione del vino siciliano



Per la produzione del vino siciliano, le tecniche enologiche sono cambiate nel tempo e perfezionate dall’uomo per ottimizzare e velocizzare i processi. La materia prima di qualità è una garanzia, ma è importante conoscere bene i processi e i trucchi del mestiere, per ottenere risultati sempre migliori.

 

Coltivazione dell'uva

 

Il processo produttivo del vino, per quanto importante, non potrà mai dare un buon risultato se la materia prima non è di qualità. Per questo la coltivazione dell'uva è il primo, fondamentale passo per le produzioni del vino. Le variabili sono infinite, dal territorio al tempo di maturazione di ogni vitigno, fino alle scelte fondamentali relative all'utilizzo di concimi, fertilizzanti e prodotti chimici.

 

Si parte dalla vendemmia, dopo aver-naturalmente- coltivato e raccolto l’uva, operazione che adesso si avvale, quasi in tutte le aziende agricole, dell’utilizzo di macchinari professionali, ma che prima veniva effettuata a mano. L’arco di tempo in cu avviene la vendemmia sono le mensilità fra luglio e ottobre e variano leggermente in base allo stato di maturazione dell’uva.

 

Raccolta dell’uva

 

Nonostante abbiamo accennato che il metodo più usato è quello meccanico, esistono dei casi particolari nei quali è necessario scegliere solo determinati grappoli, ad esempio per la produzione di vini di alta qualità e si spumanti, e dunque viene scelto il metodo manuale, che implica un aumento dei costi di produzione.

 

Il metodo meccanico si avvale di macchine agevolatrici e vendemmiatrici che raccolgono il prodotto, nel rispetto di alcune regole da seguire necessariamente nella scelta di ogni metodo:

 

 

·      non di raccogliere l’uva bagnata (da pioggia, rugiada o nebbia) poiché la presenza di acqua influisce sulla qualità del mosto;

 

·      evitare le ore più calde della giornata, al fine di impedire l’inizio di fermentazioni indesiderate;

 

·      appena riposti nei contenitori, assicurarsi che i grappoli non si schiaccino fra loro

·      trasportare in tempi brevi l’uva nel luogo in cui sarà effettuata la vinificazione per evitare fermentazioni o macerazioni

 

 

Pigiatura

 

È nella memoria di tutti, alla voce “pigiatura”, l’immagine di donne in grandi tinozzi che schiacciano l’uva a piedi nudi e perché no, a ritmo di musica. Ovviamente i processi produttivi sono leggermente cambiati, anche se è bello pensare a quest’immagine romantico-nostagica della produzione del vino siciliano.

 

I macchinari usati oggi vengono chiamati diraspapigiatrici, e consentono l’eliminazione dei raspi prima che attraversino i rulli, diminuendo il rischio di schiacciarli e liberare il succo vegetale, tipicamente amaro ed astringente. Tramite la pigiatura il mosto ottenuto viene purificato dalle impurità e corretto con sostanze che ne regolano l’acidità e la componente zuccherina.  Successivamente il mosto viene posto in grandi tini a fermentare.

 

Fermentazione

 

La fermentazione alcolica riguarda il succo d’uva, che viene chiamato mosto e si innesca grazie a dei lieviti naturali presenti sulle bucce degli acini che pian piano trasformano gli zuccheri presenti nella polpa fino a farli diventare alcol etilico e anidride carbonica. Il nome più corretto è vinificazione, e può durare da 1 a 10 giorni in base alla tipologia e alla complessità del vino.

Il processo di vinificazione cambia a seconda del vino che si vuole ottenere:

 

·      nella vinificazione in bianco, il mosto viene separato dalle bucce e dai semi prima della sua fermentazione

·      nella vinificazione in rosso il mosto in fermentazione viene lasciato in contatto con bucce e semi che rilasciano il colore tipicamente rosso e i tannini.

 

 

Va bene l’uva che utilizziamo a tavola per produrre il vino?

 

Per la produzione del vino si utilizzano bacche provenienti da vitigni della specie “vitis vinifera” o da altre qualità che siano state preventivamente incrociate sempre con questa vite. Le uve che comunemente si mangiano a tavola, quindi, non sono adatte per produrre vino.

 

Svinatura e invecchiamento

 

Per ultimo la svinatura, che consiste nel travasare il vino, purificato dai residui solidi e dalle vinacce nel caso dei vini rossi, nelle botti dove avvengono una seconda fermentazione e un’ulteriore trasformazione dello zucchero residuo. Per l’affinamento del nostro Chardonnay, sono necessari 3 mesi in silos d'acciaio sopra il feccino e 3 mesi in bottiglia; per il nero d’avola siciliano, invece 9 mesi in silos d'acciaio a temperatura controllata di 20°C e 3 mesi in bottiglia.

 

Adesso che è pronto, gusta il nostro vino siciliano! Scegli adesso nel nostro shop il tuo preferito.

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